{"id":320,"date":"2017-09-12T13:24:07","date_gmt":"2017-09-12T11:24:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/ufficioliturgico\/?p=320"},"modified":"2017-09-12T13:24:07","modified_gmt":"2017-09-12T11:24:07","slug":"motu-proprio-magnum-principium","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/2017\/09\/12\/motu-proprio-magnum-principium\/","title":{"rendered":"Motu proprio &#8220;Magnum principium&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">LETTERA APOSTOLICA<br \/>\nIN FORMA DI \u00abMOTU PROPRIO\u00bb<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">DEL SOMMO PONTEFICE<br \/>\n<b>FRANCESCO<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b>\u201c<i>Magnum Principium<\/i>\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">CON LA QUALE VIENE MODIFICATO IL CAN. 838<br \/>\nDEL CODICE DI DIRITTO CANONICO<\/span><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>L\u2019importante principio, confermato dal\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Ecumenico Vaticano II<\/a>, secondo cui la preghiera liturgica, adattata alla comprensione del popolo, possa essere capita, ha richiesto il grave compito, affidato ai Vescovi, di introdurre la lingua volgare nella liturgia e di preparare ed approvare le versioni dei libri liturgici.<\/p>\n<p>La Chiesa Latina era consapevole dell\u2019incombente sacrificio della perdita parziale della propria lingua liturgica, adoperata in tutto il mondo nel corso dei secoli, tuttavia apr\u00ec volentieri la porta a che le versioni, quali parte dei riti stessi, divenissero voce della Chiesa che celebra i divini misteri, insieme alla lingua latina.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, specialmente a seguito delle varie opinioni chiaramente espresse dai Padri Conciliari relativamente all\u2019uso della lingua volgare nella liturgia, la Chiesa era consapevole delle difficolt\u00e0 che in questa materia potevano presentarsi. Da una parte, bisognava unire il bene dei fedeli di qualunque et\u00e0 e cultura ed il loro diritto ad una conscia ed attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche con l\u2019unit\u00e0 sostanziale del Rito Romano; dall\u2019altra, le stesse lingue volgari spesso solo in maniera progressiva sarebbero potute divenire lingue liturgiche, splendenti non diversamente dal latino liturgico per l\u2019eleganza dello stile e la gravit\u00e0 dei concetti al fine di alimentare la fede.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 mirarono alcune Leggi liturgiche, Istruzioni, Lettere circolari, indicazioni e conferme dei libri liturgici nelle lingue vernacole emesse dalla Sede Apostolica gi\u00e0 dai tempi del Concilio, e ci\u00f2 sia prima che dopo le leggi stabilite nel Codice di Diritto Canonico. I criteri indicati sono stati e restano in linea generale utili e, per quanto \u00e8 possibile, dovranno essere seguiti dalle Commissioni liturgiche come strumenti adatti affinch\u00e9, nella grande variet\u00e0 di lingue, la comunit\u00e0 liturgica possa arrivare ad uno stile espressivo adatto e congruente alle singole parti, mantenendo l\u2019integrit\u00e0 e l\u2019accurata fedelt\u00e0, specialmente nel tradurre alcuni testi di maggiore importanza in ciascun libro liturgico.<\/p>\n<p>Il testo liturgico, in quanto segno rituale, \u00e8 mezzo di comunicazione orale. Ma per i credenti che celebrano i sacri riti, anche la parola \u00e8 un mistero: quando infatti vengono proferite le parole, in particolare quando si legge la Sacra Scrittura, Dio parla agli uomini, Cristo stesso nel Vangelo parla al suo popolo che, da s\u00e9 o per mezzo del celebrante, con la preghiera risponde al Signore nello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Fine delle traduzioni dei testi liturgici e dei testi biblici, per la liturgia della parola, \u00e8 annunciare ai fedeli la parola di salvezza in obbedienza alla fede ed esprimere la preghiera della Chiesa al Signore. A tale scopo bisogna fedelmente comunicare ad un determinato popolo, tramite la sua propria lingua, ci\u00f2 che la Chiesa ha inteso comunicare ad un altro per mezzo della lingua latina. Sebbene la fedelt\u00e0 non sempre possa essere giudicata da parole singole ma debba esserlo nel contesto di tutto l\u2019atto della comunicazione e secondo il proprio genere letterario, tuttavia alcuni termini peculiari vanno considerati anche nel contesto dell\u2019integra fede cattolica, poich\u00e9 ogni traduzione dei testi liturgici deve essere congruente con la sana dottrina.<\/p>\n<p>Non ci si deve stupire che, nel corso di questo lungo percorso di lavoro, siano sorte delle difficolt\u00e0 tra le Conferenze Episcopali e la Sede Apostolica. Affinch\u00e9 le decisioni del Concilio circa l\u2019uso delle lingue volgari nella liturgia possano valere anche nei tempi futuri, \u00e8 oltremodo necessaria una costante collaborazione piena di fiducia reciproca, vigile e creativa, tra le Conferenze Episcopali e il Dicastero della Sede Apostolica che esercita il compito di promuovere la sacra Liturgia, cio\u00e8 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Perci\u00f2, affinch\u00e9 continui il rinnovamento dell\u2019intera vita liturgica, \u00e8 sembrato opportuno che alcuni principi trasmessi fin dal tempo del Concilio siano pi\u00f9 chiaramente riaffermati e messi in pratica.<\/p>\n<p>Si deve senz\u2019altro prestare attenzione all\u2019utilit\u00e0 e al bene dei fedeli, n\u00e9 bisogna dimenticare il diritto e l\u2019onere delle Conferenze Episcopali che, insieme con le Conferenze Episcopali di regioni aventi la medesima lingua e con la Sede Apostolica, devono far s\u00ec e stabilire che, salvaguardata l\u2019indole di ciascuna lingua, sia reso pienamente e fedelmente il senso del testo originale e che i libri liturgici tradotti, anche dopo gli adattamenti, sempre rifulgano per l\u2019unit\u00e0 del Rito Romano.<\/p>\n<p>Per rendere pi\u00f9 facile e fruttuosa la collaborazione tra la Sede Apostolica e le Conferenze Episcopali in questo servizio da prestare ai fedeli, ascoltato il parere della Commissione di Vescovi e Periti da me istituita, dispongo, con l\u2019autorit\u00e0 affidatami, che la disciplina canonica attualmente vigente nel can. 838 del C.I.C. sia resa pi\u00f9 chiara, affinch\u00e9, secondo quanto espresso nella Costituzione\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\">Sacrosanctum Concilium<\/a><\/i>, in particolare agli articoli 36 \u00a7\u00a7 3. 4, 40 e 63, e nella Lettera Apostolica Motu Proprio\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/motu_proprio\/documents\/hf_p-vi_motu-proprio_19640125_sacram-liturgiam.html\">Sacram Liturgiam<\/a><\/i>, n. IX, appaia meglio la competenza della Sede Apostolica circa le traduzioni dei libri liturgici e gli adattamenti pi\u00f9 profondi, tra i quali possono annoverarsi anche eventuali nuovi testi da inserire in essi, stabiliti e approvati dalle Conferenze Episcopali.<\/p>\n<p>In tal senso, in futuro il can. 838 andr\u00e0 letto come segue:<\/p>\n<p>Can. 838 &#8211; \u00a7 1. Regolare la sacra liturgia dipende unicamente dall\u2019autorit\u00e0 della Chiesa: ci\u00f2 compete propriamente alla Sede Apostolica e, a norma del diritto, al Vescovo diocesano.<\/p>\n<p>\u00a7 2. \u00c8 di competenza della Sede Apostolica ordinare la sacra liturgia della Chiesa universale, pubblicare i libri liturgici, rivedere<a title=\"\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio_20170903_magnum-principium.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0gli adattamenti approvati a norma del diritto dalla Conferenza Episcopale, nonch\u00e9 vigilare perch\u00e9 le norme liturgiche siano osservate ovunque fedelmente.<\/p>\n<p>\u00a7 3. Spetta alle Conferenze Episcopali preparare fedelmente le versioni dei libri liturgici nelle lingue correnti, adattate convenientemente entro i limiti definiti, approvarle e pubblicare i libri liturgici, per le regioni di loro pertinenza, dopo la conferma della Sede Apostolica.<\/p>\n<p>\u00a7 4. Al Vescovo diocesano nella Chiesa a lui affidata spetta, entro i limiti della sua competenza, dare norme in materia liturgica, alle quali tutti sono tenuti.<\/p>\n<p>In maniera conseguente sono da interpretare sia l\u2019art. 64 \u00a7 3 della Costituzione Apostolica\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/apost_constitutions\/documents\/hf_jp-ii_apc_19880628_pastor-bonus.html\">Pastor Bonus<\/a><\/i>\u00a0sia le altre leggi, in particolare quelle contenute nei libri liturgici, circa le loro versioni. Parimenti dispongo che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti modifichi il proprio \u201cRegolamento\u201d in base alla nuova disciplina e aiuti le Conferenze Episcopali ad espletare il loro compito e si adoperi per promuovere sempre di pi\u00f9 la vita liturgica della Chiesa Latina.<\/p>\n<p>Quanto deliberato con questa Lettera apostolica in forma di \u201cmotu proprio\u201d, ordino che abbia fermo e stabile vigore, nonostante qualsiasi cosa contraria anche se degna di speciale menzione, e che sia promulgato tramite pubblicazione su\u00a0<i>L\u2019Osservatore Romano<\/i>, entrando in vigore il 1\u00b0 ottobre 2017, quindi pubblicato sugli\u00a0<i>Acta Apostolicae Sedis<\/i>.<\/p>\n<p><i>Dato a Roma, presso San Pietro, il 3 settembre 2017, quinto del mio Pontificato.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Francesco<\/b><\/p>\n<div><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div id=\"ftn1\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio_20170903_magnum-principium.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Nella versione italiana del C.I.C., comunemente in uso, il verbo \u201crecognoscere\u201d \u00e8 tradotto \u201cautorizzare\u201d, ma la\u00a0<i>Nota esplicativa<\/i>del Pontificio Consiglio per l&#8217;interpretazione dei Testi Legislativi ha precisato che la\u00a0<i>recognitio<\/i>\u00a0\u00abnon \u00e8 una generica o sommaria approvazione e tanto meno una semplice \u201cautorizzazione\u201d. Si tratta, invece, di un esame o revisione attenta e dettagliata&#8230;\u00bb (28 aprile 2006).&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2017\/09\/09\/0574\/01279.html#no\"><b>Nota circa il can. 838 del C.I.C.<\/b><\/a><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2017\/09\/09\/0574\/01279.html#co\">Commento al\u00a0<i>Motu Proprio<\/i>\u00a0del Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti<\/a><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI \u00abMOTU PROPRIO\u00bb DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO \u201cMagnum Principium\u201d CON LA QUALE VIENE MODIFICATO IL CAN. 838 DEL CODICE DI DIRITTO CANONICO L\u2019importante principio, confermato dal\u00a0Concilio Ecumenico Vaticano II, secondo cui la preghiera liturgica, adattata alla comprensione del popolo, possa essere capita, ha richiesto il grave compito, affidato ai Vescovi, di&#8230;  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/2017\/09\/12\/motu-proprio-magnum-principium\/\" title=\"Leggi Motu proprio &#8220;Magnum principium&#8221;\">&raquo; continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":321,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"categories":[90,87],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=320"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":322,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320\/revisions\/322"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/media\/321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/ufficioliturgico\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}