{"id":3359,"date":"2021-03-22T09:15:12","date_gmt":"2021-03-22T08:15:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/pastorale-giovanile\/?p=3359"},"modified":"2021-03-22T09:22:08","modified_gmt":"2021-03-22T08:22:08","slug":"25-aprile-giornata-di-preghiera-per-le-vocazioni-il-messaggio-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/pastorale-giovanile\/2021\/03\/22\/25-aprile-giornata-di-preghiera-per-le-vocazioni-il-messaggio-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"25 aprile Giornata di preghiera per le vocazioni: il messaggio di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p><em>Il 25 aprile 2021, IV Domenica di Pasqua, si celebra la 58\u00aa\u00a0Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema <strong>San Giuseppe: il sogno della vocazione<\/strong>, nello speciale Anno dedicato al Patrono della Chiesa universale, indetto lo scorso 8 dicembre.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>[articolo tratto da <a href=\"https:\/\/www.chiesacattolica.it\/il-messaggio-del-papa-per-la-giornata-di-preghiera-per-le-vocazioni\/\">chiesacattolica.it<\/a>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle!<\/p>\n<p>Lo scorso 8 dicembre, in occasione del 150\u00b0 anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale, \u00e8 iniziato lo speciale Anno a lui dedicato (cfr Decreto della Penitenzieria Apostolica, 8 dicembre 2020). Da parte mia, ho scritto la Lettera apostolica Patris corde, allo scopo di \u00abaccrescere l\u2019amore verso questo grande Santo\u00bb. Si tratta infatti di una figura straordinaria, al tempo stesso \u00abtanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi\u00bb. San Giuseppe non strabiliava, non era dotato di carismi particolari, non appariva speciale agli occhi di chi lo incontrava. Non era famoso e nemmeno si faceva notare: i Vangeli non riportano nemmeno una sua parola. Eppure, attraverso la sua vita ordinaria, ha realizzato qualcosa di straordinario agli occhi di Dio.<\/p>\n<p>Dio vede il cuore (cfr 1 Sam 16,7) e in San Giuseppe ha riconosciuto un cuore di padre, capace di dare e generare vita nella quotidianit\u00e0. A questo tendono le vocazioni: a generare e rigenerare vite ogni giorno. Il Signore desidera plasmare cuori di padri, cuori di madri: cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi, compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze. Di questo hanno bisogno il sacerdozio e la vita consacrata, oggi in modo particolare, in tempi segnati da fragilit\u00e0 e sofferenze dovute anche alla pandemia, che ha originato incertezze e paure circa il futuro e il senso stesso della vita. San Giuseppe ci viene incontro con la sua mitezza, da Santo della porta accanto; al contempo la sua forte testimonianza pu\u00f2 orientarci nel cammino.<br \/>\nSan Giuseppe ci suggerisce tre parole-chiave per la vocazione di ciascuno. La prima \u00e8 sogno. Tutti nella vita sognano di realizzarsi. Ed \u00e8 giusto nutrire grandi attese, aspettative alte che traguardi effimeri \u2013 come il successo, il denaro e il divertimento \u2013 non riescono ad appagare. In effetti, se chiedessimo alle persone di esprimere in una sola parola il sogno della vita, non sarebbe difficile immaginare la risposta: \u201camore\u201d. \u00c8 l\u2019amore a dare senso alla vita, perch\u00e9 ne rivela il mistero. La vita, infatti, si ha solo se si d\u00e0, si possiede davvero solo se si dona pienamente. San Giuseppe ha molto da dirci in proposito, perch\u00e9, attraverso i sogni che Dio gli ha ispirato, ha fatto della sua esistenza un dono.<\/p>\n<p>I Vangeli narrano quattro sogni (cfr Mt 1,20; 2,13.19.22). Erano chiamate divine, ma non furono facili da accogliere. Dopo ciascun sogno Giuseppe dovette cambiare i suoi piani e mettersi in gioco, sacrificando i propri progetti per assecondare quelli misteriosi di Dio. Egli si fid\u00f2 fino in fondo. Possiamo per\u00f2 chiederci: \u201cChe cos\u2019era un sogno notturno per riporvi tanta fiducia?\u201d. Per quanto anticamente vi si prestasse parecchia attenzione, era pur sempre poca cosa di fronte alla realt\u00e0 concreta della vita. Eppure San Giuseppe si lasci\u00f2 guidare dai sogni senza esitare. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il suo cuore era orientato a Dio, era gi\u00e0 disposto verso di Lui. Al suo vigile \u201corecchio interiore\u201d bastava un piccolo cenno per riconoscerne la voce. Ci\u00f2 vale anche per le nostre chiamate: Dio non ama rivelarsi in modo spettacolare, forzando la nostra libert\u00e0. Egli ci trasmette i suoi progetti con mitezza; non ci folgora con visioni splendenti, ma si rivolge con delicatezza alla nostra interiorit\u00e0, facendosi intimo a noi e parlandoci attraverso i nostri pensieri e i nostri sentimenti. E cos\u00ec, come fece con San Giuseppe, ci propone traguardi alti e sorprendenti.<\/p>\n<p>I sogni portarono infatti Giuseppe dentro avventure che mai avrebbe immaginato. Il primo ne destabilizz\u00f2 il fidanzamento, ma lo rese padre del Messia; il secondo lo fece fuggire in Egitto, ma salv\u00f2 la vita della sua famiglia. Dopo il terzo, che preannunciava il ritorno in patria, il quarto gli fece ancora cambiare i piani, riportandolo a Nazaret, proprio l\u00ec dove Ges\u00f9 avrebbe iniziato l\u2019annuncio del Regno di Dio. In tutti questi stravolgimenti il coraggio di seguire la volont\u00e0 di Dio si rivel\u00f2 dunque vincente. Cos\u00ec accade nella vocazione: la chiamata divina spinge sempre a uscire, a donarsi, ad andare oltre. Non c\u2019\u00e8 fede senza rischio. Solo abbandonandosi fiduciosamente alla grazia, mettendo da parte i propri programmi e le proprie comodit\u00e0, si dice davvero \u201cs\u00ec\u201d a Dio. E ogni \u201cs\u00ec\u201d porta frutto, perch\u00e9 aderisce a un disegno pi\u00f9 grande, di cui scorgiamo solo dei particolari, ma che l\u2019Artista divino conosce e porta avanti, per fare di ogni vita un capolavoro. In questo senso San Giuseppe rappresenta un\u2019icona esemplare dell\u2019accoglienza dei progetti di Dio. La sua \u00e8 per\u00f2 un\u2019accoglienza attiva: mai rinunciatario o arrendevole, egli \u00abnon \u00e8 un uomo rassegnato passivamente. Il suo \u00e8 un coraggioso e forte protagonismo\u00bb (Lett. ap. Patris corde, 4). Possa egli aiutare tutti, soprattutto i giovani in discernimento, a realizzare i sogni di Dio per loro; possa egli ispirare l\u2019intraprendenza coraggiosa di dire \u201cs\u00ec\u201d al Signore, che sempre sorprende e mai delude!<\/p>\n<p>Una seconda parola segna l\u2019itinerario di San Giuseppe e della vocazione: servizio. Dai Vangeli emerge come egli visse in tutto per gli altri e mai per s\u00e9 stesso. Il Popolo santo di Dio lo chiama castissimo sposo, svelando con ci\u00f2 la sua capacit\u00e0 di amare senza trattenere nulla per s\u00e9. Liberando l\u2019amore da ogni possesso, si apr\u00ec infatti a un servizio ancora pi\u00f9 fecondo: la sua cura amorevole ha attraversato le generazioni, la sua custodia premurosa lo ha reso patrono della Chiesa. \u00c8 anche patrono della buona morte, lui che ha saputo incarnare il senso oblativo della vita. Il suo servizio e i suoi sacrifici sono stati possibili, per\u00f2, solo perch\u00e9 sostenuti da un amore pi\u00f9 grande: \u00abOgni vera vocazione nasce dal dono di s\u00e9, che \u00e8 la maturazione del semplice sacrificio. Anche nel sacerdozio e nella vita consacrata viene chiesto questo tipo di maturit\u00e0. L\u00ec dove una vocazione, matrimoniale, celibataria o verginale, non giunge alla maturazione del dono di s\u00e9 fermandosi solo alla logica del sacrificio, allora invece di farsi segno della bellezza e della gioia dell\u2019amore rischia di esprimere infelicit\u00e0, tristezza e frustrazione\u00bb (ibid., 7).<\/p>\n<p>Il servizio, espressione concreta del dono di s\u00e9, non fu per San Giuseppe solo un alto ideale, ma divenne regola di vita quotidiana. Egli si diede da fare per trovare e adeguare un alloggio dove far nascere Ges\u00f9; si prodig\u00f2 per difenderlo dalla furia di Erode organizzando un tempestivo viaggio in Egitto; fu lesto nel tornare a Gerusalemme alla ricerca di Ges\u00f9 smarrito; mantenne la famiglia lavorando, anche in terra straniera. Si adatt\u00f2, insomma, alle varie circostanze con l\u2019atteggiamento di chi non si perde d\u2019animo se la vita non va come vuole: con la disponibilit\u00e0 di chi vive per servire. Con questo spirito Giuseppe accolse i numerosi e spesso imprevisti viaggi della vita: da Nazaret a Betlemme per il censimento, poi in Egitto e ancora a Nazaret, e ogni anno a Gerusalemme, ben disposto ogni volta a venire incontro a circostanze nuove, senza lamentarsi di quel che capitava, pronto a dare una mano per aggiustare le situazioni. Si pu\u00f2 dire che sia stato la mano protesa del Padre celeste verso il suo Figlio in terra. Non pu\u00f2 dunque che essere modello per tutte le vocazioni, che a questo sono chiamate: a essere le mani operose del Padre per i suoi figli e le sue figlie.<\/p>\n<p>Mi piace pensare allora a San Giuseppe, custode di Ges\u00f9 e della Chiesa, come custode delle vocazioni. Dalla sua disponibilit\u00e0 a servire deriva infatti la sua cura nel custodire. \u00abSi alz\u00f2, nella notte, prese il bambino e sua madre\u00bb (Mt 2,14), dice il Vangelo, segnalandone la prontezza e la dedizione per la famiglia. Non perse tempo ad arrovellarsi su ci\u00f2 che non andava, per non sottrarne a chi gli era affidato. Questa cura attenta e premurosa \u00e8 il segno di una vocazione riuscita. \u00c8 la testimonianza di una vita toccata dall\u2019amore di Dio. Che bell\u2019esempio di vita cristiana offriamo quando non inseguiamo ostinatamente le nostre ambizioni e non ci lasciamo paralizzare dalle nostre nostalgie, ma ci prendiamo cura di quello che il Signore, mediante la Chiesa, ci affida! Allora Dio riversa il suo Spirito, la sua creativit\u00e0, su di noi; e opera meraviglie, come in Giuseppe.<\/p>\n<p>Oltre alla chiamata di Dio \u2013 che realizza i nostri sogni pi\u00f9 grandi \u2013 e alla nostra risposta \u2013 che si attua nel servizio disponibile e nella cura premurosa \u2013, c\u2019\u00e8 un terzo aspetto che attraversa la vita di San Giuseppe e la vocazione cristiana, scandendone la quotidianit\u00e0: la fedelt\u00e0. Giuseppe \u00e8 l\u2019\u00abuomo giusto\u00bb (Mt 1,19), che nel silenzio operoso di ogni giorno persevera nell\u2019adesione a Dio e ai suoi piani. In un momento particolarmente difficile si mette a \u201cconsiderare tutte le cose\u201d (cfr v. 20). Medita, pondera: non si lascia dominare dalla fretta, non cede alla tentazione di prendere decisioni avventate, non asseconda l\u2019istinto e non vive all\u2019istante. Tutto coltiva nella pazienza. Sa che l\u2019esistenza si edifica solo su una continua adesione alle grandi scelte. Ci\u00f2 corrisponde alla laboriosit\u00e0 mansueta e costante con cui svolse l\u2019umile mestiere di falegname (cfr Mt 13,55), per il quale non ispir\u00f2 le cronache del tempo, ma la quotidianit\u00e0 di ogni padre, di ogni lavoratore, di ogni cristiano nei secoli. Perch\u00e9 la vocazione, come la vita, matura solo attraverso la fedelt\u00e0 di ogni giorno.<\/p>\n<p>Come si alimenta questa fedelt\u00e0? Alla luce della fedelt\u00e0 di Dio. Le prime parole che San Giuseppe si sent\u00ec rivolgere in sogno furono l\u2019invito a non avere paura, perch\u00e9 Dio \u00e8 fedele alle sue promesse: \u00abGiuseppe, figlio di Davide, non temere\u00bb (Mt 1,20). Non temere: sono le parole che il Signore rivolge anche a te, cara sorella, e a te, caro fratello, quando, pur tra incertezze e titubanze, avverti come non pi\u00f9 rimandabile il desiderio di donare la vita a Lui. Sono le parole che ti ripete quando, l\u00ec dove ti trovi, magari in mezzo a prove e incomprensioni, lotti per seguire ogni giorno la sua volont\u00e0. Sono le parole che riscopri quando, lungo il cammino della chiamata, ritorni al primo amore. Sono le parole che, come un ritornello, accompagnano chi dice s\u00ec a Dio con la vita come San Giuseppe: nella fedelt\u00e0 di ogni giorno.<\/p>\n<p>Questa fedelt\u00e0 \u00e8 il segreto della gioia. Nella casa di Nazaret, dice un inno liturgico, c\u2019era \u00abuna limpida gioia\u00bb. Era la gioia quotidiana e trasparente della semplicit\u00e0, la gioia che prova chi custodisce ci\u00f2 che conta: la vicinanza fedele a Dio e al prossimo. Come sarebbe bello se la stessa atmosfera\u00a0semplice e radiosa, sobria e speranzosa, permeasse i nostri seminari, i nostri istituti religiosi, le nostre case parrocchiali! \u00c8 la gioia che auguro a voi, fratelli e sorelle che con generosit\u00e0 avete fatto di Dio il sogno della vita, per servirlo nei fratelli e nelle sorelle che vi sono affidati, attraverso una fedelt\u00e0 che \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 testimonianza, in un\u2019epoca segnata da scelte passeggere ed emozioni che svaniscono senza lasciare la gioia. San Giuseppe, custode delle vocazioni, vi accompagni con cuore di padre!<\/p>\n<p><em>Roma, San Giovanni in Laterano, 19 marzo 2021, Solennit\u00e0 di San Giuseppe<\/em><\/p>\n<p>FRANCESCO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 aprile 2021, IV Domenica di Pasqua, si celebra la 58\u00aa\u00a0Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema San Giuseppe: il sogno della vocazione, nello speciale Anno dedicato al Patrono della Chiesa universale, indetto lo scorso 8 dicembre.\u00a0 [articolo tratto da chiesacattolica.it] &nbsp; Cari fratelli e sorelle! 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