{"id":1389,"date":"2017-03-29T09:46:07","date_gmt":"2017-03-29T07:46:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.patriarcatovenezia.it\/pastorale-giovanile\/?p=1389"},"modified":"2017-03-29T10:11:57","modified_gmt":"2017-03-29T08:11:57","slug":"il-messaggio-del-papa-per-la-gmg-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/oldpatriarcatovenezia.glauco.it\/pastorale-giovanile\/2017\/03\/29\/il-messaggio-del-papa-per-la-gmg-2017\/","title":{"rendered":"Il testo del messaggio del Papa per la GMG 2017"},"content":{"rendered":"<p><em>Papa Francesco ha inviato un <strong><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=W_X71YtRxok\" data-rel=\"lightbox-video-0\">videomessaggio<\/a><\/strong> ai giovani di tutto il mondo, in occasione della 32.ma Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 che sar\u00e0 celebrata a livello diocesano il 9 aprile 2017. Nel video, in lingua spagnola, il Papa spiega i temi principali del testo del messaggio e invita i ragazzi\u00a0a prepararsi per la prossima Gmg internazionale a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sito della Santa Sede ha pubblicato il <strong><a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2017\/03\/21\/0171\/00396.html\" target=\"_blank\">testo<\/a> <\/strong>del Messaggio che papa Francesco invia ai giovani e alle giovani del mondo in occasione della 32.ma Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 che sar\u00e0 celebrata a livello diocesano il 9 aprile 2017, Domenica delle Palme, sul tema \u201cGrandi cose ha fatto per me l\u2019Onnipotente\u201d (Lc 1,49).<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Cari giovani,<br \/>\neccoci nuovamente in cammino dopo il nostro meraviglioso incontro a Cracovia, dove abbiamo celebrato insieme la XXXI Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 e il Giubileo dei Giovani, nel contesto dell\u2019Anno Santo della Misericordia. Ci siamo lasciati guidare da san Giovanni Paolo II e santa Faustina Kowalska, apostoli della divina misericordia, per dare una risposta concreta alle sfide del nostro tempo. Abbiamo vissuto una forte esperienza di fraternit\u00e0 e di gioia, e abbiamo dato al mondo un segno di speranza; le bandiere e le lingue diverse non erano motivo di contesa e divisione, ma occasione per aprire le porte dei cuori, per costruire ponti.<br \/>\nAl termine della GMG di Cracovia ho indicato la prossima meta del nostro pellegrinaggio che, con l\u2019aiuto di Dio, ci porter\u00e0 a Panama nel 2019. Ci accompagner\u00e0 in questo cammino la Vergine Maria, colei che tutte le generazioni chiamano beata (cfr Lc 1,48). Il nuovo tratto del nostro itinerario si ricollega al precedente, che era centrato sulle Beatitudini, ma ci spinge ad andare avanti. Mi sta a cuore infatti che voi giovani possiate camminare non solo facendo memoria del passato, ma avendo anche coraggio nel presente e speranza per il futuro. Questi atteggiamenti, sempre vivi nella giovane Donna di Nazareth, sono espressi chiaramente nei temi scelti per le tre prossime GMG. Quest\u2019anno (2017) rifletteremo sulla fede di Maria quando nel Magnificat disse: \u00abGrandi cose ha fatto per me l\u2019Onnipotente\u00bb (Lc 1,49). Il tema del prossimo anno (2018) &#8211; \u00abNon temere, Maria, perch\u00e9 hai trovato grazia presso Dio\u00bb (Lc 1,30) &#8211; ci far\u00e0 meditare sulla carit\u00e0 piena di coraggio con cui la Vergine accolse l\u2019annuncio dell\u2019angelo. La GMG 2019 sar\u00e0 ispirata alle parole \u00abEcco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola\u00bb (Lc 1,38), risposta di Maria all\u2019angelo, carica di speranza.<br \/>\nNell\u2019ottobre del 2018 la Chiesa celebrer\u00e0 il Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Ci interrogheremo su come voi giovani vivete l\u2019esperienza della fede in mezzo alle sfide del nostro tempo. E affronteremo anche la questione di come possiate maturare un progetto di vita, discernendo la vostra vocazione, intesa in senso ampio, vale a dire al matrimonio, nell\u2019ambito laicale e professionale, oppure alla vita consacrata e al sacerdozio. Desidero che ci sia una grande sintonia tra il percorso verso la GMG di Panama e il cammino sinodale.<\/p>\n<h3>Il nostro tempo non ha bisogno di \u201cgiovani-divano\u201d<\/h3>\n<p>Secondo il Vangelo di Luca, dopo aver accolto l\u2019annuncio dell\u2019angelo e aver risposto il suo \u201cs\u00ec\u201d alla chiamata a diventare madre del Salvatore, Maria si alza e va in fretta a visitare la cugina Elisabetta, che \u00e8 al sesto mese di gravidanza (cfr 1,36.39). Maria \u00e8 giovanissima; ci\u00f2 che le \u00e8 stato annunciato \u00e8 un dono immenso, ma comporta anche sfide molto grandi; il Signore le ha assicurato la sua presenza e il suo sostegno, ma tante cose sono ancora oscure nella sua mente e nel suo cuore. Eppure Maria non si chiude in casa, non si lascia paralizzare dalla paura o dall\u2019orgoglio. Maria non \u00e8 il tipo che per stare bene ha bisogno di un buon divano dove starsene comoda e al sicuro. Non \u00e8 una giovane-divano! (cfr Discorso nella Veglia, Cracovia, 30 luglio 2016). Se serve una mano alla sua anziana cugina, lei non indugia e si mette subito in viaggio.<br \/>\n\u00c8 lungo il percorso per raggiungere la casa di Elisabetta: circa 150 chilometri. Ma la giovane di Nazareth, spinta dallo Spirito Santo, non conosce ostacoli. Sicuramente le giornate di cammino l\u2019hanno aiutata a meditare sull\u2019evento meraviglioso in cui era coinvolta. Cos\u00ec succede anche a noi quando ci mettiamo in pellegrinaggio: lungo la strada ci tornano alla mente i fatti della vita, e possiamo maturarne il senso e approfondire la nostra vocazione, svelata poi nell\u2019incontro con Dio e nel servizio agli altri.<\/p>\n<h3>Grandi cose ha fatto per me l\u2019Onnipotente<\/h3>\n<p>L\u2019incontro tra le due donne, la giovane e l\u2019anziana, \u00e8 colmo della presenza dello Spirito Santo, e carico di gioia e di stupore (cfr Lc 1,40-45). Le due mamme, cos\u00ec come i figli che portano in grembo, quasi danzano per la felicit\u00e0. Elisabetta, colpita dalla fede di Maria, esclama: \u00abBeata colei che ha creduto nell\u2019adempimento di ci\u00f2 che il Signore le ha detto\u00bb (v. 45). S\u00ec, uno dei grandi doni che la Vergine ha ricevuto \u00e8 quello della fede. Credere in Dio \u00e8 un dono inestimabile, ma chiede anche di essere accolto; ed Elisabetta benedice Maria per questo. Lei, a sua volta, risponde con il canto del Magnificat (cfr Lc 1,46-55), in cui troviamo l\u2019espressione: \u00abGrandi cose ha fatto per me l\u2019Onnipotente\u00bb (v. 49).<br \/>\n\u00c8 una preghiera rivoluzionaria, quella di Maria, il canto di una giovane piena di fede, consapevole dei suoi limiti ma fiduciosa nella misericordia divina. Questa piccola donna coraggiosa rende grazie a Dio perch\u00e9 ha guardato la sua piccolezza e per l\u2019opera di salvezza che ha compiuto sul popolo, sui poveri e gli umili. La fede \u00e8 il cuore di tutta la storia di Maria. Il suo cantico ci aiuta a capire la misericordia del Signore come motore della storia, sia di quella personale di ciascuno di noi sia dell\u2019intera umanit\u00e0.<br \/>\nQuando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose. Le \u201cgrandi cose\u201d che l\u2019Onnipotente ha fatto nell\u2019esistenza di Maria ci parlano anche del nostro viaggio nella vita, che non \u00e8 un vagabondare senza senso, ma un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, pu\u00f2 trovare in Dio la sua pienezza (cfr Angelus, 15 agosto 2015). Mi direte: \u201cPadre, ma io sono molto limitato, sono peccatore, cosa posso fare?\u201d. Quando il Signore ci chiama, non si ferma a ci\u00f2 che siamo o a ci\u00f2 che abbiamo fatto. Al contrario, nel momento in cui ci chiama, Egli sta guardando tutto quello che potremmo fare, tutto l\u2019amore che siamo capaci di sprigionare. Come la giovane Maria, potete far s\u00ec che la vostra vita diventi strumento per migliorare il mondo. Ges\u00f9 vi chiama a lasciare la vostra impronta nella vita, un\u2019impronta che segni la storia, la vostra storia e la storia di tanti (cfr Discorso nella Veglia, Cracovia, 30 luglio 2016).<\/p>\n<h3>Essere giovani non vuol dire essere disconnessi dal passato<\/h3>\n<p>Maria \u00e8 poco pi\u00f9 che adolescente, come molti di voi. Eppure nel Magnificat d\u00e0 voce di lode al suo popolo, alla sua storia. Questo ci mostra che essere giovani non vuol dire essere disconnessi dal passato. La nostra storia personale si inserisce in una lunga scia, in un cammino comunitario che ci ha preceduto nei secoli. Come Maria, apparteniamo a un popolo. E la storia della Chiesa ci insegna che, anche quando essa deve attraversare mari burrascosi, la mano di Dio la guida, le fa superare momenti difficili. La vera esperienza di Chiesa non \u00e8 come un flashmob, in cui ci si d\u00e0 appuntamento, si realizza una performance e poi ognuno va per la sua strada. La Chiesa porta in s\u00e9 una lunga tradizione, che si tramanda di generazione in generazione, arricchendosi al tempo stesso dell\u2019esperienza di ogni singolo. Anche la vostra storia trova il suo posto all\u2019interno della storia della Chiesa.<\/p>\n<p>Fare memoria del passato serve anche ad accogliere gli interventi inediti che Dio vuole realizzare in noi e attraverso di noi. E ci aiuta ad aprirci per essere scelti come suoi strumenti, collaboratori dei suoi progetti salvifici. Anche voi giovani potete fare grandi cose, assumervi delle grosse responsabilit\u00e0, se riconoscerete l\u2019azione misericordiosa e onnipotente di Dio nella vostra vita.<br \/>\nVorrei porvi alcune domande: in che modo \u201csalvate\u201d nella vostra memoria gli eventi, le esperienze della vostra vita? Come trattate i fatti e le immagini impressi nei vostri ricordi? Ad alcuni, particolarmente feriti dalle circostanze della vita, verrebbe voglia di \u201cresettare\u201d il proprio passato, di avvalersi del diritto all\u2019oblio. Ma vorrei ricordarvi che non c\u2019\u00e8 santo senza passato, n\u00e9 peccatore senza futuro. La perla nasce da una ferita dell\u2019ostrica! Ges\u00f9, con il suo amore, pu\u00f2 guarire i nostri cuori, trasformando le nostre ferite in autentiche perle. Come diceva san Paolo, il Signore pu\u00f2 manifestare la sua forza attraverso le nostre debolezze (cfr 2 Cor 12,9).<br \/>\nI nostri ricordi per\u00f2 non devono restare tutti ammassati, come nella memoria di un disco rigido. E non \u00e8 possibile archiviare tutto in una \u201cnuvola\u201d virtuale. Bisogna imparare a far s\u00ec che i fatti del passato diventino realt\u00e0 dinamica, sulla quale riflettere e da cui trarre insegnamento e significato per il nostro presente e futuro. Compito arduo, ma necessario, \u00e8 quello di scoprire il filo rosso dell\u2019amore di Dio che collega tutta la nostra esistenza.<br \/>\nTanti dicono che voi giovani siete smemorati e superficiali. Non sono affatto d\u2019accordo! Per\u00f2 occorre riconoscere che in questi nostri tempi c\u2019\u00e8 bisogno di recuperare la capacit\u00e0 di riflettere sulla propria vita e proiettarla verso il futuro. Avere un passato non \u00e8 la stessa cosa che avere una storia. Nella nostra vita possiamo avere tanti ricordi, ma quanti di essi costruiscono davvero la nostra memoria? Quanti sono significativi per il nostro cuore e aiutano a dare un senso alla nostra esistenza? I volti dei giovani, nei \u201csocial\u201d, compaiono in tante fotografie che raccontano eventi pi\u00f9 o meno reali, ma non sappiamo quanto di tutto questo sia \u201cstoria\u201d, esperienza che possa essere narrata, dotata di un fine e di un senso. I programmi in TV sono pieni di cosiddetti \u201creality show\u201d, ma non sono storie reali, sono solo minuti che scorrono davanti a una telecamera, in cui i personaggi vivono alla giornata, senza un progetto. Non fatevi fuorviare da questa falsa immagine della realt\u00e0! Siate protagonisti della vostra storia, decidete il vostro futuro!Come rimanere connessi, seguendo l\u2019esempio di MariaSi dice di Maria che custodiva tutte le cose meditandole nel suo cuore (cfr Lc 2,19.51). Questa semplice ragazza di Nazareth ci insegna con il suo esempio a conservare la memoria degli avvenimenti della vita, ma anche a metterli insieme, ricostruendo l\u2019unit\u00e0 dei frammenti, che uniti possono comporre un mosaico. Come ci possiamo concretamente esercitare in questo senso? Vi do alcuni suggerimenti.<br \/>\nAlla fine di ogni giornata ci possiamo fermare per qualche minuto a ricordare i momenti belli, le sfide, quello che \u00e8 andato bene e quello che \u00e8 andato storto. Cos\u00ec, davanti a Dio e a noi stessi, possiamo manifestare i sentimenti di gratitudine, di pentimento e di affidamento, se volete anche annotandoli in un quaderno, una specie di diario spirituale. Questo significa pregare nella vita, con la vita e sulla vita, e sicuramente vi aiuter\u00e0 a percepire meglio le grandi cose che il Signore fa per ciascuno di voi. Come diceva sant\u2019Agostino, Dio lo possiamo trovare nei vasti campi della nostra memoria (cfr Confessioni, Libro X, 8, 12).<br \/>\nLeggendo il Magnificat ci rendiamo conto di quanto Maria conoscesse la Parola di Dio. Ogni versetto di questo cantico ha un suo parallelo nell\u2019Antico Testamento. La giovane madre di Ges\u00f9 conosceva bene le preghiere del suo popolo. Sicuramente i suoi genitori, i suoi nonni gliele avevano insegnate. Quanto \u00e8 importante la trasmissione della fede da una generazione all\u2019altra! C\u2019\u00e8 un tesoro nascosto nelle preghiere che ci insegnano i nostri antenati, in quella spiritualit\u00e0 vissuta nella cultura dei semplici che noi chiamiamo piet\u00e0 popolare. Maria raccoglie il patrimonio di fede del suo popolo e lo ricompone in un canto tutto suo, ma che \u00e8 allo stesso tempo canto della Chiesa intera. E tutta la Chiesa lo canta con lei. Affinch\u00e9 anche voi giovani possiate cantare un Magnificat tutto vostro e fare della vostra vita un dono per l\u2019intera umanit\u00e0, \u00e8 fondamentale ricollegarvi con la tradizione storica e la preghiera di coloro che vi hanno preceduto. Da qui l\u2019importanza di conoscere bene la Bibbia, la Parola di Dio, di leggerla ogni giorno confrontandola con la vostra vita, leggendo gli avvenimenti quotidiani alla luce di quanto il Signore vi dice nelle Sacre Scritture. Nella preghiera e nella lettura orante della Bibbia (la cosiddetta lectio divina), Ges\u00f9 riscalder\u00e0 i vostri cuori, illuminer\u00e0 i vostri passi, anche nei momenti bui della vostra esistenza (cfr Lc 24,13-35).<br \/>\nMaria ci insegna anche a vivere con un atteggiamento eucaristico, ossia a rendere grazie, a coltivare la lode, a non fissarci soltanto sui problemi e sulle difficolt\u00e0. Nella dinamica della vita, le suppliche di oggi diventeranno motivi di ringraziamento di domani. Cos\u00ec, la vostra partecipazione alla Santa Messa e i momenti in cui celebrerete il sacramento della Riconciliazione saranno allo stesso tempo culmine e punto di partenza: le vostre vite si rinnoveranno ogni giorno nel perdono, diventando lode perenne all\u2019Onnipotente. \u00abFidatevi del ricordo di Dio: [\u2026] la sua memoria \u00e8 un cuore tenero di compassione, che gioisce nel cancellare definitivamente ogni nostra traccia di male\u00bb (Omelia nella S. Messa della GMG, Cracovia, 31 luglio 2016).<br \/>\nAbbiamo visto che il Magnificat scaturisce dal cuore di Maria nel momento in cui incontra la sua anziana cugina Elisabetta. Questa, con la sua fede, il suo sguardo acuto e le sue parole, aiuta la Vergine a comprendere meglio la grandezza dell\u2019azione di Dio in lei, della missione che le ha affidato. E voi, vi rendete conto della straordinaria fonte di ricchezza che \u00e8 l\u2019incontro tra i giovani e gli anziani? Quanta importanza date agli anziani, ai vostri nonni? Giustamente voi aspirate a \u201cprendere il volo\u201d, portate nel cuore tanti sogni, ma avete bisogno della saggezza e della visione degli anziani. Mentre aprite le ali al vento, \u00e8 importante che scopriate le vostre radici e raccogliate il testimone dalle persone che vi hanno preceduto. Per costruire un futuro che abbia senso, bisogna conoscere gli avvenimenti passati e prendere posizione di fronte ad essi (cfr Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 191.193). Voi giovani avete la forza, gli anziani hanno la memoria e la saggezza.<br \/>\nCome Maria con Elisabetta, rivolgete il vostro sguardo agli anziani, ai vostri nonni. Vi diranno cose che appassioneranno la vostra mente e commuoveranno il vostro cuore.<\/p>\n<h3>Fedelt\u00e0 creativa per costruire tempi nuovi<\/h3>\n<p>\u00c8 vero che avete pochi anni alle spalle e perci\u00f2 pu\u00f2 risultarvi difficile dare il dovuto valore alla tradizione. Tenete ben presente che questo non vuol dire essere tradizionalisti. No! Quando Maria nel Vangelo dice \u00abgrandi cose ha fatto per me l\u2019Onnipotente\u00bb, intende che quelle \u201cgrandi cose\u201d non sono finite, bens\u00ec continuano a realizzarsi nel presente. Non si tratta di un passato remoto. Saper fare memoria del passato non significa essere nostalgici o rimanere attaccati a un determinato periodo della storia, ma saper riconoscere le proprie origini, per ritornare sempre all\u2019essenziale e lanciarsi con fedelt\u00e0 creativa nella costruzione di tempi nuovi. Sarebbe un guaio e non gioverebbe a nessuno coltivare una memoria paralizzante, che fa fare sempre le stesse cose nello stesso modo. \u00c8 un dono del cielo poter vedere che in molti, con i vostri interrogativi, sogni e domande, vi opponete a quelli che dicono che le cose non possono essere diverse.<br \/>\nUna societ\u00e0 che valorizza solo il presente tende anche a svalutare tutto ci\u00f2 che si eredita dal passato, come per esempio le istituzioni del matrimonio, della vita consacrata, della missione sacerdotale. Queste finiscono per essere viste come prive di significato, come forme superate. Si pensa di vivere meglio in situazioni cosiddette \u201caperte\u201d, comportandosi nella vita come in un reality show, senza scopo e senza fine. Non vi lasciate ingannare! Dio \u00e8 venuto ad allargare gli orizzonti della nostra vita, in tutte le direzioni. Egli ci aiuta a dare il dovuto valore al passato, per progettare meglio un futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco ha inviato un videomessaggio ai giovani di tutto il mondo, in occasione della 32.ma Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 che sar\u00e0 celebrata a livello diocesano il 9 aprile 2017. 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